DA UN ARTICOLO DE "THE WALL STREET JOURNAL" DEL 20 OTTOBRE 1977, SEMPRE MOLTO ATTUALE:
" Il mercato azionario è formato da tutti coloro che in un dato istante stanno comprando o vendendo titoli, più tutti coloro che non sono effettivamente nel mercato ma lo sarebbero se le condizioni fossero adeguate. in questo senso il mercato azionario è potenzialmente costituito da tutti coloro che dispongono di risparmi.
E' questa ampia base di partecipazione e partecipazione potenziale che dà al mercato la sua forza come indicatore economico e come meccanismo di allocazione di capitale scarso.
Gli investimenti o i disinvestimenti sono fatti secondo una logica marginalista, man mano che gli investitori dispongono di nuove informazioni: questo permette al mercato di incorporare tutte le informazioni disponibili come nessun operatore potrebbe sperare di fare.
Dal momento che il suo giudizio si basa sul comportamento comune della maggioranza, il mercato è generalmente un passo avanti rispetto a qualsiasi singolo o gruppo...esso misura i profitti netti di tutte le società e sconta questi profitti totali con tale anticipo da far ritenere che il suo orizzonte sia infinito. (...)
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